70 ANNI DI CAMMINO

Guida alla mostra: scorri in basso per visualizzare le informazioni  

sotto: materiale foto e video

PROSSIMAMENTE VERRA' INSERITO ALTRO MATERIALE

Curiosità
L'ARRIVO DI UN MONSIGNORE... "brigatista" a Montelupone. LUNEDI 9 Novembre 1987

Don Quarto, volendo comunicare a sorpresa alle rev.de Suore la lieta notizia della nomina a Monsignore del nostro Arciprete chiede alla Rev.da madre Superiora di preparare un pranzetto per le ore 12,30 di sabato prossimo. "Un Monsignore vene da Roma" dice don Quarto " e desidera passare una giornata a Montelupone. A pranzo ci saranno anche don Carlo, don Arnaldo e don Armando".
MARTEDI mattina......contr'ordine....non più il pranzo ma la cena perchè l'ospite ha telefonato che arriverà sabato pomeriggio. " Ma chi è questo Monsignore" chiedono le suore. E don Quarto: "Non lo so. Per telefono ha parlato con don Carlo ed ha detto di essere venuto a Montelupone tanti anni fa....". Le Rev.de Suore, un pò per uno spiacevole precedente nell'ospitare un.."Monsignore"... ed anche per le vaghe informazioni date da don Quarto, incominciano a darsi pensiero. Con i tempi che corrono!!!???!!!......
VENERDI SERA le Rev.de Suore vedono alla televisione una scena spiacevole: Un brigatista travestito da Monsignore... Si allarmano pertanto maggiormente." Che sia un brigatista anche il Monsignore che verrà domani sera?".... Chiudono subito la televisione e dette le cento Requiem Eternam..vano a riposare cercando di cacciare dalla mente questi tristi pensieri...... "Ma guarda un po' che ci combina don Quarto !?.... Proprio da noi deve portare questo Monsignore che non conosce!?.... Perchè non lo porta a casa sua? Noi possiamo preparare il pranzo e lui portarselo a casa per consumarlo con il Monsignore"....
SABATO SERA, dopo la Messa vespertina di Santa Chiara Suor Fernanda con insistenza chiede a don Arnaldo: "Ma si può sapere chi è questo Monsignore?". "Non lo so" risponde don Arnaldo; " So soltanto che è uno che gira spesso quà e là.....". Rientrate in casa le Suore, Suor Fernanda quasi quasi vorrebbe telefonare al Vescovo per sentire se conosce un certo Monsignore che va girando da queste parti........ Poco dopo la Rev.da Madre Superiora e Suor Fernanda escono di casa per una breve commissione e chiudono con molta attenzione il portone. Al rientro lo trovano aperto e pensano: "Dei ladri hanno forzato la porta! Addio la cena!....e il coniglio arrostito?..
Salgono preoccupate la scala, entrano in cucina, osservano...."Tutto in ordine... Non manca nulla.... Meno male! ". (Era stata Suor Natalia che in precedenza era uscita senza avvertire a lasciare aperto il portone al suo rientro).
Don Arnaldo telefona che non può venire.-"Intelligente don Armando, non vuole trovarsi a questo dubbio incontro....". La Superiora e Suor Fernanda si affrettano a cenare e stabiliscono:" Quando arriverà questo Monsignore noi lo saluteremo e poi ci ritireremo nelle nostre stanze. Tu Suor Fernanda non devi dire che io sono la Superiora......". Chiudono quindi per bene porte, finestre sportelli delle finestre....perchè il Monsignore "brigatista" non deve vedere il cortile e come si può entrare in casa senza passare per la porta. Arrivato don Quarto gli dicono: "Noi abbiamo già cenato e lei servirà a tavola.
Noi appena salutato il monsignore ci ritireremo nelle nostre stanze. Non dica chi è la Superiora. Non faccia visitare la casa nè prima nè dopo la cena. Lo accompagni soltanto per l'entrata per la scala, per il corridoio e nella sala da pranzo e basta. Dopo cena lei resterà con noi a farci compagnia e don Carlo accompagnerà l'ospite all'uscita...". "Si volentieri" dice don Quarto. "State tranquille....". Qualche minuto prima delle 19,30 don Quarto si porta all'entrata per accogliere il Monsignore e dice a Suor Natalia che si trovava alla porta di andare subito in cucina e di preparare tutto con cura e di stare tranquilla perchè don Carlo lo conosce il Monsignore. Natalia và e porta un certo sollievo alle consorelle perchè don Carlo lo conosce. Forse lo ha conosciuto in Argentina.... Intanto arriva don Arnaldo che per un maledetto male ai piedi sale lentamente la scala.
Appena arrivato in alto, ancora domande....."E' arrivato Monsignore? L'ha visto?". "Non l'ho visto ancora...ma state tranquille ci siamo noi" dice don Arnaldo divertito. Arrivato don Carlo al portone si accorda con don Quarto per come presentarsi. Don Quarto fa strada e don Carlo lo segue. Suor Natalia dall'alto, da un angolino della porta, getta uno sguardo dentro la scalinata e vede don Quarto e don Carlo...(?!)...."Monsignore non c'è... che abbia perduto il treno?... Meglio -pensa -mangeranno loro, don Quarto, don Carlo e don Arnaldo".
"AVANTI! AVANTI MONSIGNORE! SI ACCOMODI" dice don Quarto con voce decisa. "Ma che cos'è questo? Il Monsignore dov'è? -pensano le Suore. "AVANTI! AVANTI MONSIGNORE! SI ACCOMODI....... ripete don Quarto. "Ma non avete ancora capito? L'Arciprete è il Monsignore!..... ......... L'Arciprete Monsignore!... Monsignore!...Oh! ah!Oh!...si!..si!...bene!..complimenti!... Strette di mano e baci di mano e...risate...risate....squacquerate di Natalia....
Tornata la calma ci si accomoda a tavola. Tutto è pronto. Suor Natalia cena con il novello Monsignore e i reverendi don Arnaldo e don Quarto. La Superiora e Suor Fernanda fanno compagnia.
Tra un piatto e l'altro, rievocando le ansie di questi giorni..... risate a non finire (rumorose quelle di Natalia lacrimogene quelle di Monsignore.... "brigatista").
Una indimenticabile serata!
Suor Natalia anche durante la notte svegliandosi scoppia a ridere provocando un materno rimprovero della Madre Superiora. (dagli archivi - testo originale)

Curiosità
L’Altare e la Croce di San Liberato A San Liberato (comune di San Ginesio), vicino alla casa che per tanti anni – dal 1986 a fine anni '90 – ha ospitato i campeggi estivi e le Settimane Bibliche, si trova un luogo speciale rimasto nel cuore di molti. In una piccola radura immersa nel verde del bosco, Don Quarto Mosca con l’aiuto dei ragazzi, realizzò, utilizzando le pietre del luogo, tre elementi essenziali: un altare, una croce e un ambone. “Nati” dalla terra stessa, incarnano perfettamente lo spirito di quell'esperienza: Un'architettura “spontanea” che esprime serenità e spiritualità a stretto contatto con la natura. Il fulcro naturale di incontri, preghiere e celebrazioni, dove la ricerca della vicinanza all'Altissimo si univa alla vita di gruppo. Oggi i resti di quell'altare e di quella croce sono ancora lì nel bosco, custodi e testimoni di stagioni indimenticabili e di cammini condivisi

Curiosità relativa al campeggio del 1972 a Castelluccio di Norcia I RESTI DELLA CHIESA DI CARTAPESTA SUL PIANO GRANDE DI CASTELLUCCIO DI NORCIA Nel 1971, il regista Franco Zeffirelli scelse lo straordinario e incontaminato scenario di Castelluccio di Norcia e dei Monti Sibillini per girare gran parte degli esterni del suo capolavoro Fratello sole, sorella luna ( Film uscito poi nel 1972). Per l'occasione, l'allora giovanissimo scenografo Gianni Quaranta (che anni dopo avrebbe vinto l'Oscar per Camera con vista) compì una vera e propria impresa. La ricostruzione di San Damiano Nel film, la chiesa in rovina che San Francesco decide di ricostruire pietra dopo pietra non è la vera Chiesa di San Damiano che si trova ad Assisi. Per dare al film quell'impatto visivo poetico, selvaggio e quasi mistico, Zeffirelli decise di ricostruire la chiesetta di San Damiano direttamente sul Pian Grande di Castelluccio, con le montagne dei Sibillini a fare da sfondo. La struttura venne realizzata dai tecnici e dagli artigiani del cinema utilizzando un'intelaiatura leggera rivestita interamente di legno, gesso e cartapesta, sapientemente invecchiati e dipinti per sembrare pietra antica, logorata dal tempo e dai crolli. Il lavoro in cartapesta e materiali scenografici a Castelluccio fu in realtà monumentale. Oltre alla chiesetta di San Damiano, la produzione edificò: Le mura e la porta dell'antica Assisi del XIII secolo: Venne ricostruita l'imponente porta d'ingresso alla città, posizionandola proprio lungo i costoni che salgono verso il borgo di Castelluccio, per simulare l'arroccamento medievale. Il campo di battaglia: La piana del Pian Grande fu lo sfondo della sanguinosa guerra tra Assisi e Perugia, in cui Francesco viene fatto prigioniero. Che fine ha fatto la chiesetta? Essendo scenografie cinematografiche "effimere", realizzate principalmente in cartapesta, vetroresina e legno, furono in gran parte smantellate al termine delle riprese nel 1971 per restituire il Pian Grande alla sua totale integrità naturale. Per i diversi anni in cui rimasero in piedi i resti della chiesetta rappresentarono un'attrazione incredibile per i pastori, e ii pochissimi abitanti del luogo, che videro il loro altopiano trasformarsi nel set di una Hollywood medievale. Questi resti furono meta di diverse passeggiate fatte e filmate durante il campeggio del 1972 e di altri a seguire. Oggi di quella struttura rimangono soltanto i fotogrammi impressi nella pellicola e le splendide sequenze in cui Graham Faulkner (Francesco) canta "Dolce sentire" muovendosi tra i prati di Castelluccio. Il brano è diventato celebre grazie alla storica interpretazione di Claudio Baglioni

70 ANNI DI CAMMINO E 20 ANNI DI ORATORIO
Nelle giornate del 4 e 6 giugno, la comunità di Montelupone ha vissuto un momento di straordinaria intensità e partecipazione, celebrando un doppio e storico traguardo: i 70 anni di cammino della propria realtà parrocchiale e i 20 anni dall'inaugurazione del nuovo Oratorio (avvenuta nel maggio 2006). Due anniversari importanti che hanno messo in luce il valore educativo, sociale e il successo intergenerazionale di una realtà che ha unito i "ragazzi di ieri" alle nuove generazioni. L'intera macchina organizzativa degli eventi è stata curata e coordinata da coloro che sono cresciuti proprio all'interno dell'oratorio, che con dedizione e spirito di servizio hanno voluto omaggiare la propria storia e proiettarla verso il futuro. A fare gli onori di casa è stato il parroco, Don Giacomo Ippolito, che ha accolto i numerosi partecipanti e guidato i momenti salienti delle celebrazioni, culminate sabato 6 giugno alle ore 18:00 con la solenne Santa Messa. Al termine della funzione, si è tenuto lo svelamento di una targa per ricordare l'instancabile operato dei tre storici sacerdoti: Don Carlo Compagnucci (insediatosi 70 anni fa e rimasto in parrocchia per 42 anni), Don Pietro Spernanzoni e Don Quarto Mosca, figure centrali nello sviluppo dell'oratorio, delle società di volley e in particolare dei campeggi estivi, avviati nel 1968 ed oggi più che mai partecipati. Il momento più significativo è stato il passaggio del testimone generazionale. Accanto alla preziosa presenza e testimonianza di Don Pietro Spernanzoni (viceparroco a Montelupone negli anni '70, in seguito chiamato in altre parrocchie e per alcuni anni anche vicario vescovile), l’evento ha dato ampio spazio ai racconti e agli aneddoti dei giovani di allora – oggi sessantenni e settantenni – pionieri delle prime attività e dei primi campeggi, e alle sensazioni provate dai giovanissimi che frequentano e animano i campi scuola odierni. Le testimonianze sono stati accompagnate da una rassegna di filmati dagli anni '60 a oggi e da un'articolata mostra fotografica inaugurata il 6 giugno presso la Sala Parrocchiale (struttura realizzata nel 1966), storico punto di riferimento per decenni di generazioni di giovani. Tra le immagini, in molti hanno ritrovato i propri volti nei momenti indimenticabili del campeggio che, attraverso le passeggiate in montagna e nel verde della natura, i canti con la chitarra intorno al falò, i momenti di spiritualità e quelli di condivisione in cucina e nei servizi, hanno cementato amicizie e valori che hanno segnato in modo indelebile la propria vita. È stato anche rievocato, nell’ambito parrocchiale, il ruolo del Gruppo Giovani Montelupone (GGM) che, a cavallo tra gli anni '60 e i primi anni '70, sulla scia delle aperture del Concilio Vaticano II e dell'esempio di Don Lorenzo Milani ("I Care"), sensibilizzava la cittadinanza con bacheche e incontri, e impegnava concretamente i suoi stessi membri e la comunità su temi di grande rilievo come la solidarietà, la tutela dei lavoratori, la bassa scolarità, il problema del razzismo, le disuguaglianze sociali, l'obiezione di coscienza e la custodia della natura. Questo doppio anniversario non è stato una semplice operazione nostalgia, ma ha saputo ricreare l’entusiasmo e gli stimoli per continuare a investire con vigore nella cura dell'oratorio e dei campeggi, offrendo una bussola di valori fondamentali per le generazioni di oggi e di domani.